Quando la geometria prende forma: il Triedro di Monge in prima persona!
Le proiezioni ortogonali non sono mai state così concrete!
Alla Fondazione Istituto San Girolamo Emiliani, gli studenti di seconda media si sono trovati di fronte a uno degli argomenti più impegnativi della geometria solida: il mondo affascinante delle proiezioni ortogonali, tra solidi, viste frontali, laterali e dall’alto. Un argomento che spesso appare astratto, difficile da visualizzare e comprendere solo con carta e penna.
E allora perché non entrare dentro il problema?
Guidati dalla loro insegnante, i ragazzi hanno affrontato il Triedro di Monge – lo strumento concettuale che da secoli aiuta architetti, ingegneri e geometri a rappresentare lo spazio tridimensionale su un piano – in una modalità innovativa, concreta e coinvolgente.
La classe si è trasformata in un vero e proprio laboratorio di geometria. Gli studenti, protagonisti attivi dell’apprendimento, sono diventati essi stessi parte del Triedro, posizionandosi fisicamente all’interno delle tre direzioni spaziali (orizzontale, verticale e laterale), per comprendere in modo intuitivo cosa significhi "vedere" un oggetto da diversi punti di vista.
"È difficile capire i solidi, la parte che sta dietro, quella che invece si vede... Ma tutto diventa più semplice quando sono io il protagonista del Triedro di Monge!"
Attraverso esperienze dirette, giochi di ruolo e modelli tridimensionali, i ragazzi hanno imparato a distinguere tra ciò che è visibile e ciò che è nascosto in un solido, a orientarsi nello spazio e a rappresentare in modo corretto le diverse proiezioni. Un’attività che ha unito apprendimento, manualità, intuizione e collaborazione.
L'obiettivo non era solo quello di apprendere un concetto matematico, ma di stimolare la mente a pensare in 3D, a immaginare lo spazio, ad affinare il senso dell’osservazione e la capacità di rappresentazione. Competenze trasversali fondamentali non solo per la geometria, ma anche per la vita quotidiana, la tecnologia, il disegno tecnico e il problem solving.
Questo tipo di didattica esperienziale è parte integrante del progetto educativo dell’Istituto San Girolamo Emiliani, che mette al centro lo studente e promuove un apprendimento attivo e significativo.
E allora sì, possiamo dirlo con certezza: le proiezioni ortogonali non sono più un ostacolo astratto. Grazie a un approccio concreto e partecipativo, i nostri studenti non solo capiscono, ma vivono la geometria.




